Procedura KYC, come automatizzarla e ridurre i costi

10 Giugno 2021

Il ricorso a soluzioni di intelligenza artificiale e analisi dei Big data permette di automatizzare la procedura KYC per identificare il cliente e valutare la regolarità delle sue operazioni. In questo modo, viene garantita a banche, aziende e professionisti la piena compliance alla normativa di settore, ma non solo. La tecnologia, infatti, consente di tagliare i tempi e le spese che sono legati all’iter di verifica previsto per l’anti money laundering, solitamente una fase complessa a causa della mole di documenti e informazioni da gestire. Il flusso informativo e di lavoro diventa più semplice grazie all’innovazione. Perché ciò avvenga, è necessario adottare una piattaforma di BPA – Business Process Automation.  

Procedura KYC, cosa dice la legge 

Le regole AML – Anti Money Laundering, o meglio antiriciclaggio, impongono a realtà finanziarie come gli istituti bancari, o a professionisti come i commercialisti o gli intermediari finanziari, di valutare in determinati casi attentamente il cliente a cominciare dalla fase di onboarding, quando cioè si sta per instaurare il rapporto d’affari. Per esempio, risulta necessario identificare con certezza il cliente, verificare l’accuratezza delle informazioni sull’identità e controllare gli obiettivi e la natura delle operazioni che intende effettuare. Si pensi al caso di un soggetto che intende aprire un conto corrente e trasferirvi una grossa somma di denaro: prima di procedere a sottoscrivere il contratto bancario bisognerà accertare chi sia questo individuo e quali le sue attività, oltre a verificare con estrema accuratezza la provenienza del denaro. Potrebbe infatti trattarsi di un investitore che agisce lecitamente, ma anche di un prestanome che intende riciclare denaro proveniente da attività illecite. 

Per evitare di favorire tali pratiche, anche in modo non intenzionale, gli istituti di credito sono tenuti a rispettare gli standard in materia fissati dal GAFI – Gruppo d’azione finanziaria Internazionale in materia di antiriciclaggio e finanziamento del terrorismo, regole recepite in Unione Europea con la V direttiva AML del 2018, attualmente in vigore. Dal punto di vista operativo, le fasi di verifica in attuazione della normativa vigente prendono il nome di procedura KYC – Know Your Client. Si tratta appunto di un processo di raccolta delle informazioni che le banche, ma non solo, devono applicare per controllare che il cliente non celi scopi illegali nelle proprie attività. Ovviamente, questo richiede necessariamente il ricorso a un ampio numero di documenti e dati non strutturati che risultano complessi da gestire senza l’utilizzo della tecnologia: informazioni anagrafiche, dichiarazioni scritte del cliente, atto istitutivo di una società, bilanci societari, corrispondenza, casellario giudiziario e molti altri.  

Semplificare e automatizzare la procedura KYC 

Considerando questo scenario, è evidente che la procedura KYC può risultare lunga ed esosa per banche, assicurazioni e aziende. In primis, è necessario fare riferimento a esperti del settore, come un team interno dedicato all’antiriciclaggio o consulenti, per capire tutto ciò che è necessario raccogliere per essere adeguati alla normativa. Dopodiché, bisognerà analizzare il tutto: impossibile pensare di farlo manualmente, poiché oltre che estremamente lungo il processo risulterebbe anche incompleto in quanto non si potrebbe concretizzare una completa analisi di grandi moli di numeri, linguaggi non naturali e scritture. La soluzione per risparmiare tempo e costi è automatizzare il processo.  

Questo è possibile grazie all’introduzione di soluzioni di business process automation basate sull’intelligenza artificiale e Big data analytics. Gli algoritmi e i software di questi strumenti sono infatti in grado, grazie a tecniche di machine learning, NLP – Natural language process e data analysis, di raccogliere, interpretare e smistare correttamente ai giusti destinatari le informazioni ottenute dai documenti sottoposti alla loro gestione. Per far ciò è indispensabile dotarsi di una soluzione informatica, come una piattaforma appositamente pensata proprio per la business process automation, che si occupi in autonomia di queste fasi. La conseguenza sarà un concreto snellimento del lavoro, con conseguente risparmio di tempo e denaro, nonché di contenimento di eventuali errori e quindi miglioramento della compliance alla normativa in materia di antiriciclaggio. 

Condividi su: